venerdì 22 gennaio 2010

Sabato 30 Gennaio 2010 LOA Acrobax Sala rossa ore 21,30 “Conflitto”


“Polemos di tutte le cose è padre, di tutti re; e gli uni palesa dei, gli altri uomini, e gli uni fa schiavi, gli altri liberi” Eraclito di Efeso.

LOA Acrobax Sala rossa ore 21,30 - 30 gennaio 2010 - Reggae Circus

Questa volta, dopo il primo incontro proposto dalla COXSA il 5 dicembre sul tema “La libertà”, ci confronteremo sul tema del conflitto, secondo le modalità della Philosophy for community. Riassumendo: ci si divide in gruppi di 15-20 partecipanti, un facilitatore propone uno o più testi da cui prendere spunto. Alla lettura collettiva del breve brano letterario seguono le domande dei partecipanti sollecitate e scritte su un cartellone dal facilitatore. Il gruppo decide quale delle questioni poste sia la più adatta ad essere discussa e la riformula. Segue un dibattito di 30-40 minuti in cui si cerca di arrivare ad una chiarificazione o soluzione della questione posta in esame. Il facilitatore scrive le conclusioni e riassume in pochi minuti le acquisizioni della comunità di ricerca (il gruppo). I partecipanti lasciano un contatto e-mail se vogliono ricevere successivamente un resoconto di tutti i gruppi, che comunque verrà pubblicato sul blog della COXSA. L’intera attività dura 1 ora.
Non è richiesta nessuna conoscenza specifica, questa attività si fa anche con bambini di 8 anni con risultati sorprendenti. Il linguaggio tecnico è bandito, così come citazioni e riferimenti culturali non accessibili agli altri partecipanti al gruppo.
Vi aspettiamo numerosi e partecipanti sabato 30.

LOA Acrobax via della vasca navale 6, ex-cinodromo, Roma zona Marconi.

martedì 19 gennaio 2010

I Neurologici in dub vol.2

E' uscito il nuovo CD del collettivo musicale I Neurologici.
Il nuovo lavoro, completamente autoprodotto grazie alla distribuzione del LP I Neurologici del 1999 e all'iniziativa di finanziamento Freedom Party ad Acrobax, lo scorso 5 dicembre, ha visto la collaborazione tra ben 12 musicisti e tecnici del suono.
Le 10 tracce di musica, per la gran parte strumentali eccetto Stirpe malata, su cui troviamo la voce di Kohra, uniscono sessioni ritmiche digitali a melodie provenienti da strumenti a fiato tra i più ricercati. Flauto traverso, clarinetto popolare e ciaramella si accostano a zampogna e cornamusa suonati dall'ormai indiscusso Alessandro Mazziotti. La composizione è stata collettiva e orizzontale, basata su libere collaborazioni di vari musicisti che si sono scambiati le tracce attraverso piattaforme digitali in oltre due anni di rimbalzi compositivi. Il mixaggio infine è stato realizzato da Fabio Pieri e in due tracce da Leonardo Bono, utilizzando la tipica forma del dub, selezionando cosa e come far suonare del molto materiale inciso, come una scultura a togliere, dove l'effettistica violenta è strumento principe e solista.
I Neurologici in dub vol. 2 rompe un silenzio di dieci anni esatti con un chiaro messaggio di liberazione.
La musica è solo il pretesto per unire le persone contro l'industria del divertimento, dell’evasione e, in ultima analisi, dell’obbedienza.

Il CD può essere acquistato (10€ + spedizione) inviando una mail a neurologic(at)libero.it oppure in download su
I%20NeurologiciQuantcast

sabato 16 gennaio 2010

Offresi conflitto di classe, a nero, senza tasse ne contributi.

La rivolta degli schiavi a Rosarno ci ricorda, se l’avessimo dimenticato, che la lotta di classe non si è spenta, si è solo spostata dove il conflitto tra capitale e lavoro è più aspro.

Gli sprangati, sparati, linciati degli scorsi giorni ci hanno aperto gli occhi sul fatto che le buone arance italiane sono garanzia di sfruttamento e che non sono sanguinelle solo nel colore.

In questo conflitto ognuno di noi dove si colloca?

Se questo sistema economico produce schiavitù, cercare in qualche modo di farne parte non è come girare la testa di fronte a mali ritenuti inevitabili e troppo grandi da affrontare? Meglio allora passare una bella serata fra amici o in famiglia. Ascoltare buona musica e farsi magari una canna sognando il contratto a tempo indeterminato.

Ogni giorno facciamo scelte, piccole ma importanti.

Nel conflitto ci siamo comunque, meglio capire bene da che parte siamo in ogni momento.

Le lotte degli immigrati coincidono con le lotte di tutti i lavoratori. Migliori condizioni per loro significa migliori condizioni per tutti.

Rialziamo il costo del lavoro e facciamolo pagare ai padroni.

Partecipa alle sottoscrizioni di solidarietà con i rivoltosi di Rosarno.

Reggae Circus LOA Acrobax 30 gennaio 2010 “conflitto”


Il 1 marzo 2010 sciopero degli stranieri.


lunedì 4 gennaio 2010

Contro la politica spettacolo, risvegliamo l'immaginario politico.

Definiamo questo concetto. La politica come prodotto commerciale di massa. Come la cultura, l’informazione, il divertimento, sono diventati merce funzionale ad un mercato più omogeneo possibile, così anche la politica, ridotta ad una questione di opinione, mostra la sua più nuova natura nei sondaggi e nella spartizione dei voti, ovvero nella riproduzione delle poltrone in parlamento. Tutti i rappresentanti dei partiti, nel loro spazio garantito in televisione e sui giornali, imboniscono la piazza vendendo la loro ricetta per un futuro di benessere e prosperità. Una concorrenza fatta di scandali, promesse ed un unico intento comune, far star meglio chi già sta bene sfruttando ancora chi è già sfruttato. Il metodo efficace attraverso cui questo organismo di politicanti si riproduce è il più tipico capolavoro della vecchia DC. L’idea è nulla, il consenso è tutto. Stare sempre a galla cavalcando le correnti di interessi particolari, distogliere l’attenzione dall’amministrazione interessata dello stato sollevando paure e infatuazioni mass-mediali, le famigerate emergenze (droga, immigrazione, terrorismo, eversione, mafia, disoccupazione, Europa...Escort). La politica in cui poi tutti devono sporcarsi le mani per poter un domani, forse, fare qualcosa di buono(?). La fatidica politica dei due tempi, il primo che sottrae terreno al conflitto, il secondo che non verrà mai. L’asse del governo che si sposta sempre da sinistra al centro, salvo poi appoggiarsi a destra se la sinistra prova a mostrarsi un poco "di sinistra". E soprattutto il canale esclusivo e privilegiato dei mezzi di informazione, unica legittimazione di un consenso strappato con la pubblicità.

La distorsione della politica nel senso di una tirannide demagogica risulta dall’inesistenza di un progetto di società ideale da raggiungere. Si tende soltanto a conservare l’ordinamento sociale esistente facendo un poco di elemosina a chi alza più la voce indipendentemente se ha delle ragioni o meno per lamentarsi, con la nobile intenzione di garantirsene l’appoggio. La politica che insegue l’elettorato invece della popolazione che sceglie un progetto. Questa è la morte della politica.

Uscire dall’emergenza significa appunto perseguire finalità autonome dalle necessità di particolari soggetti sociali per conquistare la libertà di tutti (Niente per noi, tutto per tutti), anche di quelli che oggi non sono all'opposizione, perchè non per questo sono meno schiavi. Significa appoggiare le lotte dei lavoratori, dei disoccupati, dei detenuti, dei senza casa, non per solidarietà o per appartenenza ma per costruire una società in cui non ci sia posto per lo sfruttamento, per la miseria, per la repressione.
Non fare le lotte contro, votati al martirio, ma le lotte per degli obiettivi da raggiungere, trasforma la resistenza ad oltranza in lotta di classe.
Il movimento antagonista non è immune dall’emergenza. La progettualità rimane a breve termine incalzata dalle scadenze imposte da una repressione a bassa intensità ma incessante e avvilente. L’orizzonte del confronto è spesso costretto in spazi asettici e chiusi dove è d’obbligo pesare i termini per non scontentare nessuno di coloro che giudicano senza accettare di essere giudicati, oppure dove è impossibile azzittire la retorica vuota e prolissa di personaggi che sembrano infiltrati dal ministero degli interni (e il bello è che non lo sono) per rendere impossibile ogni progettualità.

E’ a questo punto evidente che la perdita del progetto politico porta necessariamente all’impotenza nel suscitare l'interesse di quei soggetti (attuali e possibili) che, pur scontenti di questa realtà, non appartengono alla ristretta cerchia dei soggetti politici attivi.
L’unica possibilità risulta quindi la costruzione di una rappresentazione collettiva di una società possibile. Misurarsi nell’immaginare e descrivere l’organizzazione della produzione e della distribuzione in una società di uguali significa reinterpretare attualmente il valore dell’ideologia e porre le basi per una sua pratica efficace. Non è una cosa facile ma non è più possibile andare avanti continuando a ripetersi di non avere in tasca la soluzione a tutti i problemi. Bisogna cercare meglio e trovarla perché non si può chiedere a nessuno di iniziare un percorso di scelte e sacrifici che non si sa dove porta, anzi, che per esperienza si sa già dove porta: da nessuna parte.