sabato 16 gennaio 2010

Offresi conflitto di classe, a nero, senza tasse ne contributi.

La rivolta degli schiavi a Rosarno ci ricorda, se l’avessimo dimenticato, che la lotta di classe non si è spenta, si è solo spostata dove il conflitto tra capitale e lavoro è più aspro.

Gli sprangati, sparati, linciati degli scorsi giorni ci hanno aperto gli occhi sul fatto che le buone arance italiane sono garanzia di sfruttamento e che non sono sanguinelle solo nel colore.

In questo conflitto ognuno di noi dove si colloca?

Se questo sistema economico produce schiavitù, cercare in qualche modo di farne parte non è come girare la testa di fronte a mali ritenuti inevitabili e troppo grandi da affrontare? Meglio allora passare una bella serata fra amici o in famiglia. Ascoltare buona musica e farsi magari una canna sognando il contratto a tempo indeterminato.

Ogni giorno facciamo scelte, piccole ma importanti.

Nel conflitto ci siamo comunque, meglio capire bene da che parte siamo in ogni momento.

Le lotte degli immigrati coincidono con le lotte di tutti i lavoratori. Migliori condizioni per loro significa migliori condizioni per tutti.

Rialziamo il costo del lavoro e facciamolo pagare ai padroni.

Partecipa alle sottoscrizioni di solidarietà con i rivoltosi di Rosarno.

Reggae Circus LOA Acrobax 30 gennaio 2010 “conflitto”


Il 1 marzo 2010 sciopero degli stranieri.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

sempre più bravo...la solita ignota, o anche lousalomè.

Anonimo ha detto...

CONFERENZA STAMPA CON I MIGRANTI DI ROSARNO A ROMA

martedì 2 febbraio 2010 ore 10.00

Piazza S. Marco, Roma

Il "caso Rosarno" sbarca a Roma con l’arrivo in città di diverse decine di migranti. Sono quasi un centinaio messi sul primo treno per la capitale dopo le violenze e le aggressioni subite per aver osato ribellarsi alle condizioni di schiavitù e alle discriminazioni, senza alcuna tutela se non quella di avere salva la vita grazie ad una deportazione di massa.

Da più di due settimane, tanti di loro vivono nelle strade della capitale in condizioni di estrema precarietà con il rischio di rimpatri ed espulsioni. E così, da braccianti schiavizzati senza pietà, da vittime della violenza cieca, diventerebbero criminali da punire: sono gli effetti perversi della Bossi-Fini e del Pacchetto sicurezza che fa dei lavoratori stranieri una merce da sfruttare e della clandestinità un comodo alibi.

E così in questi giorni a Roma si consuma una vera e propria emergenza umanitaria che chiama in causa tutti quanti operano nel campo dei diritti e del sociale, ma che chiama in causa in primo luogo le istituzioni locali, affinché diano una concreta risposta di accoglienza. Così come hanno fatto alcune realtà del movimento romano.

La rete romana antirazzista, composta dalle realtà che hanno solidarizzato coi migranti in rivolta promuovendo nelle ultime settimane una mobilitazione plurale, indice assieme ai migranti di Rosarno presenti a Roma una conferenza stampa per rilanciare la vertenza per il riconoscimento dei diritti e dignità dei lavoratori di Rosarno: regolarizzazione e accoglienza immediata.

Comunità migranti e associazioni antirazziste romane