venerdì 13 agosto 2010

La zuppa di vongole: New England Clam Chowder

E' un americanata ma è veramente buona! Noi la mangiamo sempre a natale e la fa mia zia che cucina romano verace, quindi una garanzia!!

M.

 

La zuppa di vongole: New England Clam Chowder

In una pentola grande far cuocere l'acqua, fino all'ebollizione. Aggiungere le vongole, coprire e far cuocere per 5 minuti. Scoprire la pentola e girare con cucchiaio di legno. Ricoprire nuovamente la pentola e lasciar cuocere per 5/10 minuti fino all'apertura della conchiglia. Dipende dalla dimensione del mollusco: nel New England si usa spesso il Quahog, tipo di ostrica atlantica nel nordest americano, mollusco bivalve. Porre le vongole in una grande contenitore e far passare il brodo della cottura attraverso un colino con una garza, almeno due volte, fino a quando i molluschi sono puliti dalla sabbia. Si dovrebbero ottenere almeno 8 tazze di brodo. Altrimenti aggiungere acqua per arrivare ad otto tazze. Quando le vongole si sono raffreddate eliminare i gusci e tagliuzzarle a pezzetti: meglio le vongole grandi per questa ricetta. Se utilizzate molluschi originali americani, tipo i Quahog, tagliateli a pezzi, altrimenti usateli così come sono.
Separare le vongole dal sugo in due contenitori separati. Cuocere della pancetta in un'ampia padella a cottura media, fino alla doratura e all'assorbimento del grasso, burro. Eliminare il burro residuo, ad eccezione di due cucchiai. Aggiungere nuovo burro (4 cucchiai) un battuto di porri, cipolle, sedano e far cuocere per circa 5 minuti. Aggiungere aglio, timo e foglie di alloro fino a quando le spezie sono ben miscelate, circa 3 minuti, facendo attenzione di non bruciarle. Aggiungere patate tagliate piccole a cubetti, ed il brodetto delle vongole e portare ad ebollizione. Abbassare la fiamma, coprire col coperchio e fa cuocere a fuoco lento fino a che il brodetto diventi più denso e le patate siano ben morbide, per circa 30 minuti. (Per un brodetto più denso, schiacciare alcune delle patate in pentola, con un cucchiaio di legno). Togliere dal fuoco, aggiungere le vongole ed il latte caldo (mai far arrivare il latte ad ebollizione!), aggiungere pepe e sale.
Lasciare riposare la zuppa per circa 1 ora, coperta, per ottenere una buona marinatura. Porre la pentola a fuoco basso e riscaldare lentamente, senza far bollire! Servire ben calda, magari decorando la ciotola (meglio evitare la fondina) con un po' di prezzemolo ed erba cipollina. La tradizione richiederebbe anche l'aggiunta di piccoli crackers non salati. Alcuni ristoratori del Massachusetts servono la clam chowder in una forma di pagnotta.

1 litro di zuppa serve 12 porzioni di New England Clam Chowder.
4 kg. di vongole
200 gr. di pancetta a cubetti
2 cipolle tritate
4 patate medie a cubetti
8 tazze di panna da cucina oppure latte intero caldo
burro

martedì 10 agosto 2010

Malvestiti/e malpensanti.


Ecco un simpatico sito di gossip che non perdona: tanta tanta cattiveria.

domenica 8 agosto 2010

Escursione Monti della Laga agosto 2010


Martedì 3 agosto l'allegra spedizione è partita da Roma dove ha raggiunto Ripi e stabilito alle ore 23 il campo per la notte. La mattina un violento nubifragio sfumava il progetto iniziale di raggiungere a piedi, in tre giorni, il borgo di Capricchia, frazione di Amatrice.
Saliti in macchina i nostri eroi raggiungevano la beneaugurante località di Macchia da sole, da cui in passeggiata raggiungevano in due ore le gole del Salinello. Dopo la risalita, la prima defezione. Matteo decideva di passare la notte sotto un tetto e in serata si stabiliva a Paranesi nella pensione familiare di Anna e Ninocc' assieme a Giuliano. Rifocillati da fettuccine al fungo porcino, braciole di maiale e zucchine crude con aglio e menta affogavano nel vino il rammarico per gli amici rimasti a campeggiare al Ceppo, sul valico montano immerso tra le nubi. Paolo e Flaminio e il prode Soldatino infatti passavano la notte sotto le querce in tenda, svegliati dai cinghiali e da altre inquietanti presenze.
Il giorno seguente comoda escursione alle cascate della Morricana. Attraverso una splendida faggeta, su un sentiero che più volte attraversava fangosi valloni e ruscelletti gonfiati dalle recenti piogge, i nostri si affacciavano su uno spettacolo paradisiaco di vegetazione lussureggiante, pozze cristalline lungo il corso del torrente ed uno spettacolare salto d'acqua che rendeva piu fresca la già frizzante aria montana.
La sera Matteo tornava all'accogliente ed economica pensione, mentre gli altri tre prodi campeggiavano al ceppo, questa volta disturbati da una bufera notturna di vento e pioggia. Ma impavidi, confidando nell'ottima qualità dell'equipaggiamento, continuavano a dormire, come nulla fosse, preparandosi alla grande impresa che li aspettava all'indomani. Valicare il massiccio montuoso al pizzo di Moscio, aggirando il monte Pelone, e giungere all'amata Capricchia. Il clima non gli era propizio, ma partiti da quota 1400, raggiungevano 8 ore dopo il Sacro Cuore sulle montagne di Capricchia. Persi tra le nubi, sferzati da vento e pioggia a oltre 2000 metri, tra ghiacciai perenni, senza sentiero, calandosi per valloni e pietraie, assaliti dai cani pastori, stanchi, infreddoliti e doloranti, hanno compiuto l'impresa che li illumina di fulgida gloria. Flaminio, Paolo, Giuliano e il fido Soldatino, ce l'hanno fatta. Matteo nel frattempo riportava l'automobile a Capricchia e aspettava i prodi tra le celie dei bimbi e la preoccupazione delle donne, con i piedi ben saldi sotto il tavolo, addentando braciole ben cotte.