giovedì 26 dicembre 2013

Il fondamentalismo non è un'opinione. Il basso è una religione.



Ci siamo ritrovati attorno a questo aggettivo perché, ci riporta ad una idea di originaria linearità nella interpretazione del mondo, linearità che è andata perduta per l’enorme aumento della complessità e per un relativismo che spaventa.
Il fondamentalista vede chiaramente la divisione tra bene e male, tra giusto e sbagliato perché sceglie un qualche principio, che ritiene fondamentale, come metro.
D’altro canto il relativismo, e la tolleranza che ne consegue, contengono sottilmente il germe della tirannide della maggioranza, della omologazione della massa e del populismo. Colui che è sicuro di essere dalla parte del più forte, con la legge dalla sua e per nulla impedito a professare le sue idee, troverà magnanimo accordare un poco di verità (relativa) al suo oppositore e tollerarne le stranezze.
Colui che ritiene sinceramente che ogni valore è relativo, e assume con ciò un atteggiamento scientifico di dubbio metodico, è costretto poi ad affidarsi al senso comune e alla morale vigente per non incorrere nella disapprovazione della società in cui vive. Osserveremo un individualista costretto al conformismo per interesse o sopravvivenza: una misera condizione, sia personale che esistenziale.

Il fatto che il capitalismo arricchisca la minoranza a discapito della maggiornaza (come d’altronde il feudalesimo o la civiltà basata sulla schiavitù) non dimostra che la maggioranza sia contro il capitalismo, anzi. Se la maggioranza non accettasse le regole del sistema che la soggioga, non ci sarebbe il capitalismo. Oggi gran parte delle energie del sistema sono impiegate per far imparare a tutti che le uniche regole da seguire sono quelle. C’è chi si sottrae a questo diffuso sistema di indottrinamento, o educazione che dir si voglia, o formazione al mondo del lavoro e del consumo, ma è una ristretta minoranza deviante. Poi c’è una certa parte che vorrebbe cambiare queste regole maggiormente a suo favore, alcuni ci riescono , altri no.

Uno slogan dei vari movimenti Occupy è “noi 99% voi 1%” che scandito da poche migliaia di persone in piazza sembra un ossimoro, nel senso che a partecipare a qualsiasi movimento è sempre una ristrettissima minoranza. Allora a chi si riferisce quel noi? Varrebbe lo stesso dire “noi 1% voi il 99%”. Platone vi avrebbe trovato una garanzia di bontà nei propositi: per chi non lo sapesse è a maggioranza che Atene decise la morte di Socrate. Se noi ci dovessimo situare tra il 99% e l’1% dove ci posizioneremmo? Guardiamoci attorno. Chi si riconosce attorno ai nostri principi fondamentali? Ma soprattutto, quali sono i nostri principi fondamentali? A saperlo si può anche essere fondamentalisti.

La libertà è fondamentale? Ma cos’è?
Dio e le sue leggi, o gli dei e le loro leggi, sono fondamentali?
Il piacere è fondamentale?
Il materialismo storico è fondamentale?
Le basse frequenze sono fondamentali?
L’internazionalismo è fondamentale?
L’ateismo è fondamentale?
Il conflitto è fondamentale?
Il Tao è fondamentale?
L’essere umano o umanità è fondamentale?
L’amore è fondamentale?
La conoscenza è fondamentale?
La pace è fondamentale?
La buona cucina è fondamentale?
Divertirsi è fondamentale?
Il pianeta Terra è fondamentale?

venerdì 20 dicembre 2013

Come caricare i libri sul lettore Ebook Kindle Kobo IBS e altri e rimuovere i DRM

Viene il natale, a qualcuno viene in mente di regalare un'oggetto utilissimo che è l'ebook reader.
Utilissimo perchè permette di leggere comodamente e archiviare migliaia di libri, riviste e articoli che si trovano in rete o in condivisione tra privati con Emule o Torrent.
Peccato che i costruttori vi rendano la vita difficile facendovi accedere solo ai loro negozi online dove vi forniscono (a caro prezzo) ebook con i DRM, il sistema di protezione anticopia, per cui, dopo aver comprato un file non potete neppure farci quello che vi pare...
Ma da sempre c'è la soluzione:
1) usate il software gratuito Calibre per trasferire, convertire e caricare i libri sul lettore ebook e non i loro schifosi programmi proprietari che vi chiedono registrazioni e soldi
http://calibre-ebook.com/download_portable
2) Se avete purtroppo comprato degli ebook con i DRM toglieteglieli con questo o altri software appositi http://epubee.com/
3) Condivideteli in rete con tutti. La cultura e l'informazione è bene che siano diffusi il più possibile. Quindici anni fa dicevano che gli mp3 avrebbero distrutto la musica...i divx avrebbero ammazzato il cinema...non è stato così. Gli E-book forse danneggiano il monopolio degli editori ma non i libri in generale. Sono anni che Wu Ming assieme alle versioni cartacee distribuiscono gratuitamente i loro libri in ebook  

http://www.wumingfoundation.com/italiano/downloads_ita.htm

domenica 6 ottobre 2013

Martedì 8 Ottobre 2013 Laboratorio di filosofia orizzontale.



Martedì 8 ottobre 2013: Laboratorio di filosofia orizzontale.  

Alle ore 17:30 alla Casetta Rossa, in via Magnaghi 14 alla Garbatella,  il “laboratorio di filosofia orizzontale”. Gli incontri hanno la durata di 1 ora e sono liberi e gratuiti.  
Dopo una pausa estiva e settembrina, ritorna il laboratorio dei filosofi per caso la domenica, per ora la data è slittata al martedì (bisogna anche rispettare il riposo del giorno di chiusura e in più si può bere e mangiare qualcosa).

Oltre alla solita sessione della comunità di ricerca cercheremo assieme di mettere a punto il calendario dei prossimi incontri e delineare qualche ipotesi di tema da affrontare, il come e il perchè.

Vi aspetto

venerdì 27 settembre 2013

Escursione sul massiccio della Majella -Campo di Giove AQ

Ci siamo appoggiati al comodo campeggio di Campo di Giove (Camping Orsa Minore), gestito in modo attento alla sostenibilità e ospitale verso i cani. Vista la nostra età avanzata abbiamo optato per un appartamento con vari comodi posti letto per circa 20 euro/notte a testa.
La mattina del sabato sveglia alla buon ora ma il lento risveglio del paese ha ritardato la nostra colazione e la preparazione di panini imbottiti che hanno dovuto aspettare l'apertura dei primi negozi.
A questo punto s'erano fatte le 10 quando ci siamo incamminati da una strada bianca che risale le falde della montagna, a circa 1,5 km a sud del paese.


Incamminandoci in salita attraverso la faggeta abbiamo osservato le piante più a valle colpite da aggressivi parassiti che hanno deposto le uova dentro il tessuto della foglia (il responsabile è un dittero, mikiola fagi). 

 




Le vette che si osservano in lontananza sono quelle che più avanti vedremo davanti e più in basso di noi.
























Ecco che dopo una pausa sulle panche del rifugio, purtroppo chiuso,
ci siamo rimessi in cammino per una sella a  quota 2022.
La salita fuori sentiero, il percorso è segnato da cumuli di sassi o da segni bianchi e rossi del sentiero CAI principale ma non è battuto e ci si inerpica sui ginepri.








Abbiamo gustato i nostri panini casarecci all'ombra di un piccolo abete e  con calma dopo il pasto abbiamo raggiunto una grossa pietra su

cui abbiamo deciso di tornare. Il panorama era davvero splendido, a perdita d'occhio non si vedeva segno di abitazioni

domenica 11 agosto 2013

Laboratorio di filosofia orizzontale - Circolo Epicureo - Roma

Laboratorio di filosofia orizzontale - Circolo Epicureo


A settembre 2013 si ricomincia. 

Quest'anno l'attività filosofica del laboratorio orizzontale ricomincia più strutturata, per formare il gruppo, diciamo, e poi prosegue nella forma della comunità di ricerca come l'abbiamo praticata l'anno scorso (incontri di un'ora di lettura e dialogo).

La fase preparatoria, che può essere di uno  o due mesi (con cadenza bisettimanale) sarà in forma laboratoriale con incontri di 3 ore circa. Diciamo un master autogestito, di autoformazione.
Ovvero: costruiremo assieme il percorso tematico (scelta e ricerca dei testi) da affrontare e acquisiremo (per chi vuole) le competenze per gestire come facilitatore una sessione della comunità di ricerca secondo il protocollo della P4C.
Nei mesi successivi, il workshop: i partecipanti si alterneranno nella facilitazione dei gruppi delle comunità di ricerca che si andranno a costituire con cadenza quindicinale fino a giugno. La partecipazione a questa fase finale è totalmente libera e gratuita. 

Per chi: Il percorso di formazione è particolarmente indicato per tutti coloro che hanno interesse per le pratiche filosofiche o che vogliono imparare a prendere decisioni condivise, che operano nell'inclusione sociale, nella democrazia diretta, nel sostegno alla disabilità, insegnanti di scuola primaria o superiore, studenti ,rappresentanti politici e amministratori del settore pubblico e privato...

Costo: mi è stato detto che non far pagare è una cattiva pubblicità... Quindi ad ogni incontro ci si autotasserà di E. 10 da sottoscrivere alla struttura ospitante  che in cambio potrebbe offrire cibo e bevande agli intervenuti.
L'attività sarà gratuita per studenti medi e universitari.

Orario: pomeridiano o serale da definirsi.

Contatti:   infocoxsa@gmail.com   

SISTA TAHNEE-REAP WHAT YOU SOW / I NEUROLOGICI-RADIO GAP - 7" RELEASE

Sempre dagli amici neurologici il nuovo singolo su vinile 7".




Pubblicato in data 11/ago/2013
REAL ROCK 7" INCH

Sista Tahnee - Reap What You Sow

I Neurologici - Radio Gap

Release date: 19th August

Strictly for sound system, limited pressing #300

find your copy at http://www.i-nity.com


La sessione di mixing

sabato 27 luglio 2013

Gaza - Piombo fuso - Bombardamenti contro i missili qassam - disinformazione - 2009



Anche se è sempre difficile leggere lunghi articoli dallo schermo, propongo quello scritto da Vittorio Arrigoni, uno dei pochi stranieri presenti a Gaza durante l'operazione militare "Piombo fuso" (27 dicembre 2008 - 18 gennaio 2009), pubblicato sul sito Guerrilla Radio:

Il nuovo anno è subentrato a quello vecchio con gli stessi auspici di morte e desolazione, elevati alla massima potenza distruttiva. Mai viste così tante bombe crollare attorno a casa mia, dinnanzi al porto. Un' esplosione a meno di 100 metri , ha scosso violentemente i 7 piani del mio palazzo, facendolo oscillare come un pendolo impazzito. Per un momento abbiamo temuto venisse giù, i vetri delle finestre sono scoppiati tutti. Momenti di panico, ho pregato iddio che il nostro edificio fosse stato costruito con criteri antisismici, ben conscio della mia effimera illusione, Gaza poggia su di una striscia di terra che non trema. Il terremoto qui è innaturale, si chiama Israele. Sarà per questo che i governanti occidentali, così compassionevoli e caritatevoli, lesti nel mettersi una mano sul cuore e l'altra nel portafoglio, spesso per propaganda personale, quando si tratta di versare parole e fondi in soccorso delle popolazioni colpite da catastrofe naturali, dinnanzi a questa di catastrofe innaturale, progettata a tavolino in ogni suo minimo dettaglio a Tel Aviv mesi fa, si mettono una mano dinnanzi agli occhi e all'altra a pararsi l'orecchio, e sembrano non prestare attenzione alle strazianti urla di dolore di corpi innocenti fatti a brandelli senza pietà. Disinteressarsi della costante e progressiva distruzione di moschee (e siamo già ad 8), scuole, università, ospedali, decine e decine di edifici di civili. Proseguo nella mia disperata ricerca, di quegli amici che non rispondono più al mio telefono. Ahmed l'ho rintracciato a casa sua, una delle poche ancora in piedi, nel centro del quartiere Tal Alhawa di Gaza city, attorniata da uno scenario apocalittico che ricorda tanto il quartiere sciita di Beirut, dopo la pioggia di bombe del 2006, bombe di stessa fabbricazione e provenienza di quelle ci stanno cadendo addosso in questi giorni. Ahmed sta bene, i suoi familiari pure, ma sua madre se l'è vista davvero brutta sabato. E' un insegnante della scuola Balqees delle Nazioni Unite, quel giorno si è trattenuta in aula più del consueto, è stata la sua salvezza. Molti suoi studenti in attesa alla fermata dei bus, sono rimasti seppelliti dalle macerie prodotte dalle esplosioni. Una bomba è caduta sull'auto di Ahmed, una utilitaria verde pistacchio, la stessa con cui giusto la sera prima scorazzavamo in cerca di pane in una città in cui la farina viene venduta a peso d'oro. Rafiq invece alla fine l'ho rintracciato al telefono, la sua voce cavernosa sembra provenire da un pozzo senza fondo, un cunicolo di tristezza e disperazione per aver appena appreso della morte di tre dei suoi migliori amici, durante l'attacco al porto.
In uno degli ultimi caffè aperti a gaza, che riforniscono di caffeina e connessione internet, bombe ed energia elettrica permettendo, ho mostrato dallo schermo del mio laptop ad un paio di amici, amaramente sorridendo, la notizia di un morto e 382 feriti.
Non il computo delle vittime dei lanci di "razzi" Qassam su Israele di ieri, che fortunatamente non hanno fatto registrare alcun morto, ma i numeri della strage compiuta dai nostri botti di fine anno in Italia. Quelli di Hamas sono dei pivelli, ho detto ai miei amici, se credono di guerreggiare contro Israele con i loro giocattolini artigianali. Dovrebbero andare a scuola a Napoli per confezionare dei razzi veramente mortiferi, nei quartieri spagnoli si assemblano fuochi d'artificio ben più esplosivi dei qassam gazawi.
Intendiamoci, come pacifista e non violento aborro in maniera più totale e convinta qualsiasi attacco di palestinesi contro israeliani, ma quaggiù siamo stanchi di sentire la cantilena che questa strage di civili è stata innescata di Israele in risposta ai lanci dei modesti "razzi" artigianali palestinesi. Per inciso, dal 2002 sino ad oggi i qassam su Israele hanno prodotto 18 morti, qui sabato in una manciata di ore di civili morti negli ospedali ne abbiamo contati più di 250.
Chiedo conto agli avventori del caffè della tregua proposta dall'unione europea e cassata da Israele, che evidentemente possiede ampie scorte di materiale bellico nei magazzini militari da smaltire, scuotono tutti la testa.
Tregua c'è mai davvero stata, prima di questo feroce attacco su una popolazione inerme?
Solo nel mese di novembre, l'esercito israeliano ha fatto fuori ben 17 palestinesi (43 in tutto dall'inizio della..."tregua")
E ancora prima di allora, l'assedio criminale imposto a Gaza aveva prodotto più di duecento vittime fra i malati palestinesi. Malati con le carte in regola per essere ricoverati in ospedali all'estero ma impossibilitati a muoversi per la chiusura dei confini. L'assedio criminale israeliano aveva distrutto l'economia già precaria, provocando più del 60% di disoccupazione, costringendo l'80% delle famiglie palestinesi a vivere di aiuti umanitari. Aiuti che stentavano a filtrare oltre la cortina di ferro tesa da Israele attorno alla più grande prigione a cielo aperto del mondo: Gaza.
Da quel caffè alla fine abbiamo poi dovuto evacuare, e a gambe levate
E' giunta l'ennesima telefonata di minaccia: il locale sarebbe stato bombardato entro pochi minuti.
I crimini contro l'umanità di cui si macchia Israele in queste ore non conoscono limiti, e davvero pochi paragoni.
Ieri a l campo profughi di Jabalia caccia F16 hanno lanciato missili contro un'ambulanza, sono morti un dottore, Ihab El Madhoun, e il suo infermiere di fiducia, Mohamed abu Hasira.
Per questa ragione oggi, noi, internazionali dell'ISM, abbiamo indetto una conferenza stampa dinnanzi alle telecamere di una delle televisioni palestinesi più popolari. Per informare Israele che da stanotte salteremo sulle ambulanze per dare una mano nei soccorsi, sperando che la nostra presenza, in quanto internazionali, funga da minimo deterrente a questi sanguinari crimini.
Anche se Israele mostra di non aver alcuna remora in questi giorni a massacrare civili, semmai una remora l'abbia mai avuta.
A volte quando ci troviamo fa di noi i discorsi si fanno molti cupi, è probabile che alla fine di questa massiccia terrificante offensiva,
qualcuno di noi andrà ad annoverare il drammatico conto dei morti, degli scomparsi.
Non ci pensiamo, andiamo avanti.
Se il mondo "civile" tace e volta ignobilmente le spalle dinnanzi a questa tragedia, noi che ci consideriamo ancora umani, membri di una sola stessa famiglia che è l'umanità intera, faremo di tutto per fermare questa emorragia, occorre far presto,
è un'emergenza.

restiamo umani
Vik
Vittorio Arrigoni

mercoledì 19 giugno 2013

Yomango. Now you got it! - Moda taccheggio - CoXsA



Yomango realizza l'ideale utopico di una marca che non prevede la produzione di alcuna merce materiale o immateriale che sia. Yomango è infatti esclusivamente un mondo possibile, la proposta di uno stile di vita estremo, libertario, ribelle. Potrebbe quasi assomigliare a una qualsiasi altra marca di abbigliamento giovanile, non fosse per il fatto che Yomango è un brand destinato unicamente a prodotti rubati. Nei loro tour promozionali i ragazzi de Las Agencias organizzano dei workshop in cui oltre a spiegare il senso politico culturale di tutta la campagna illustrano tecniche e accessori adeguati al taccheggio anche in quei punti vendita che dispongono di sistemi di sicurezza sofisticati.


sabato 18 maggio 2013

Filosofia orizzontale contro la repressione: il conflitto. 31 - 06 - 2013 Spinaceto - Roma - CoXsA

Alle 19:30 al CSOA Auro e Marco, viale dei caduti della guerra di liberazione 258 - spinaceto - Roma

 laboratorio di filosofia orizzontale sul tema : Il conflitto.


Nelle giornate del G8 di Genova 2001 eravamo scesi in piazza da tutto il mondo  con la forza della ragione delle nostre idee, la convinzione nel denunciare un sistema che sfrutta  tanti per la ricchezza di pochi . Un sistema che già tremava e che oggi è in piena crisi, quella crisi che ci rifiutiamo di pagare.
Alberto e Marina sono due dei 300.000 manifestanti di quelle giornate e da dieci mesi stanno pagando in carcere una condanna  a dieci anni, capri espiatori ritenuti colpevoli insieme ad altre otto persone di ciò che successe durante quei cortei.
Tra le forze dell'ordine che invece torturarono, sequestrarono e picchiarono  nelle piazze, nella caserma Diaz e a Bolzaneto , pochi sono i condannati a pene irrisorie, mentre coloro che comandavano in quei giorni hanno anche fatto una brillante carrirera a suon di promozioni.
Chi ha devastato, picchiato e torturato la vita delle persone non è stato ritenuto colpevole , chi ha distrutto una vetrina o incendiato un cassonetto sta pagando con 10 anni di carcere.
Alberto,Marina e i condannati per Genova,così come i compagni imputati per i fatti del 15 ottobre etutte e tutti coloro che sono accusati per la resistenza alla devastazione delle nostre vite e al saccheggio dei nostri territori, non devono rimanere da soli.
Libere tutte, liberi tutti!!!!

Laboratorio di filosofia orizzontale. 19 - 5 - 2013. Garbatella

Alle ore 17:30 alla Casetta Rossa, in via Magnaghi 14 alla Garbatella,  il “laboratorio di filosofia orizzontale”. Gli incontri hanno la durata di 1 ora e sono liberi e gratuiti.
Leggeremo un breve testo di John Locke sull’origine del diritto di proprietà, che fa esplicito riferimento ai beni comuni. (5 min)
Poi si porranno delle domande (15 min.) e si deciderà a quale rispondere.
Si discuterà per circa 30 minuti per arrivare a una conclusione condivisa o ad una esposizione chiara per tutti.
Per farsi un idea: il diario Blog degli incontri pasati.
 
 
 
 
 

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domenica 12 maggio 2013

Laboratorio di filosofia orizzontale. Democrazia diretta e rappresentanza - 5 - 5 - 2013 Garbatella Roma

Laboratorio di filosofia orizzontale

Domenica 5 maggio 2013 -H 17: 30
casetta rossa - in via Magnaghi 14 alla Garbatella – Roma

Cogliendo l’occasione delle prossime elezioni comunali nella nostra città, ci confronteremo del tutto alla pari, all’interno della comunità di ricerca che si andrà a formare, assieme a chiunque altro abbia voglia di trovarsi sul posto alle 17;30.   
I primi 30 arrivati parteciperanno attivamente alla sessione di Philosophy for Community seguendo le indicazioni (per i neofiti che non l’abbiano mai fatto) che gli verranno fornite sul momento dal facilitatore. Se ci saranno più persone potranno assistere e gli verranno forniti i materiali .
L’argomento attorno al quale si parlerà è: 
“ democrazia diretta e rappresentanza ”,
 ma sarà la comunità stessa a decidere di cosa parlare.
Non c’è bisogno di prepararsi prima, non c’è bisogno di essere esperti, anzi, l’atteggiamento accademico è assolutamente bandito, sono vietate le citazioni. Ognuno partecipa al meglio e le sorprese sono assicurate. L’attività è libera.

Relazione dell'incontro svolto.
E' stato letto collettivamenteil seguente testo.


J.-J. Rousseau, Il contratto sociale III, 15



La sovranità non può essere rappresentata per la medesima ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa o è diversa, non c'é una via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque, né possono essere, i suoi rappresentanti, ma soltanto i suoi commissari: non possono concludere nulla in maniera definitiva. Ogni legge che il popolo in persona non abbia ratificata è nulla, non è una legge. Il popolo inglese ritiene di esser libero: si sbaglia di molto; lo è soltanto durante l'elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso è schiavo, non è nulla. Nei brevi momenti della sua libertà, l'uso che ne fa giustifica davvero che esso la perda.

L'idea dei rappresentanti è moderna; essa ci viene dal governo feudale, da quell'iniquo e assurdo governo nel quale la specie umana si è degradata e in cui il nome di uomo era in disonore. Nelle antiche repubbliche e persino nelle monarchie, il popolo non ebbe mai rappresentanti: la parola stessa era ignorata...

Presso i Greci tutto ciò che il popolo doveva fare lo faceva direttamente: sedeva continuamente in pubblica assemblea nella piazza. Ma quel popolo viveva in un clima mite, non era avido, i suoi lavori erano fatti dagli schiavi, la grande questione che lo occupava era la libertà. Non avendo piú gli stessi vantaggi, come conservare gli stessi diritti? I vostri climi piú aspri creano piú numerosi bisogni, per sei mesi all'anno non è possibile tener sessione nella pubblica piazza, i vostri linguaggi sordi non possono venire intesi all'aria aperta, voi vi preoccupate piú del vostro guadagno che della vostra libertà e temete assai meno la schiavitú che la miseria.

E che! la libertà non si conserva se non con l'aiuto della schiavitú? Forse è cosí, i due estremi si toccano. Tutto ciò che non è naturale ha i suoi inconvenienti e la società civile piú di ogni altra cosa. Vi sono talune posizioni sfortunate in cui non si può conservare la propria libertà se non a spese di quella altrui, e in cui il cittadino non può esser perfettamente libero se lo schiavo non è ridotto alla piú estrema schiavitú. Tale era la posizione di Sparta. Quanto a voi, popoli moderni, non avete schiavi, ma lo siete voi stessi: pagate con la vostra libertà quella degli schiavi. Avete un bel vantare questa diversità di situazione: io trovo in essa piú viltà che umanità.

Non intendo dire con questo che occorra avere degli schiavi né che il diritto di schiavitú sia legittimo, ché anzi ho dimostrato il contrario. Espongo soltanto i motivi per cui i popoli moderni, che si credono liberi, hanno dei rappresentanti mentre i popoli antichi non ne avevano. Comunque sia, non appena un popolo si dà dei rappresentanti, esso non è piú libero, non esiste piú.   (Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XV, pagg. 908-909)

Quindi dai presenti sono state poste le seguenti domande:
- Il popolo può autogestirsi in maniera democratica?- Che cos'ha in più la libertà assoluta rispetto a una libertà delegata ai rappresentanti?
- Che vuol dire libertà assoluta?
- Quale può essere una alternativa alla rappresentanza?
- La natura dell'uomo è egoista o altruista? 
- Che relazione c'è tra la felicità del popolo e il ruolo dei rappresentanti?
- L'eliminazione della schiavitù (anche attuale) è un'utopia?
- Che caratteristiche dovrebbero avere i rappresentanti per rappresentare tutte le differenze?
- Perchè al popolo piace essere schiavo?
- Qual'è la forma attraverso cui il popolo esprime i propri bisogni?
- Cos'è il popolo? E come si garantisce la partecipazione di tutti?

Si è scelto di rispondere alla domanda:
- Quale può essere una alternativa alla rappresentanza?  

La discussione si è aperta con diverse posizioni inconciliabili. C'è chi mette in dubbio che la partecipazione diffusa alle decisioni sia un bene. Come si può affermare che la maggioranza abbia gli strumenti culturali e teorici per prendere le decisioni migliori? Meglio una dittatura illuminata, mettiamo di un Gesù, che risolva i problemi guidato da una intelligenza superiore.
Ecco rispondere che l'alternativa alla rappresentanza potrebbe essere l'anarchia ma si ammette che questa soluzione è utopica, quindi non praticabile, le persone sono troppo immature per fare a meno delle istituzioni.
Una ragazza propone un modello di autogoverno territoriale basato su piccole comunità federeate che per la loro piccola dimensione siano in grado di praticare la democrazia diretta e, grazie ad internet, a mettere in rete con le altre comunità territoriali, gli esiti delle decisioni, come un network dell'autogoverno. Resta il problema della rete internet, come proteggersi da hacker che rubano le identità e manipolano i dati falsando le decisioni? Inoltre si obietta che basare la democrazia diretta sull'uso di piattaforme informatiche taglia fuori ad esempio gli anziani e comunque tutti quelli che non hanno una alfabetizzazione digitale. Qualcuno ribatte che anche gli anziani usano internet, possono imparare a farlo e comunque anche il voto cartaceo viene manipolato ad esempio quando anziani o persone ingenue e poco informate vengono convinte a votare in un certo modo da familiari, con informazioni distorte.
La discussione si fa accesa, come per la politica spesso si manifesta, e diventa complesso mantenere un ordine tra gli interventi.  L'attenzione viene portata sull'egoismo e l'interesse dei rappresentanti unito ad una ineliminabile autoreferenzialità. Come nella riunione di condominio, il convivente incaricatosi di portare certe istanze dell'altro nell'assemblea, segue poi il sentimento personale e parla di tutt'altro, così il politico eletto abbandona presto i cavalli di battaglia del programma elettorale per una prassi del tutto appiattita sul realismo e le alleanze più inconfessabili (es. la "sinistra" al governo e le guerre in Kossovo, Iraq, Afganistan..). Un partecipante, porta l'esempio di Cuba, che conosce bene, dove l'azione di governo è teoricamente ispirata al Marxismo, quindi a dei principi di giustizia sociale, libertà, emancipazione dei più umili, e questi principi teorici ammirevoli si trasformano nella diddtatura personale e militare di una elite che fa solo i suoi interessi. 
Il problema è lì: l'uomo è altruista o egoista? E' egoista, sicuramente, da qui non si sfugge. Tutti su questo sembrano concordare ma si cerca una via d'uscita. 
Che visione dell'uomo e della politica vogliamo consegnare alle giovani generazioni che vogliono fare politica? A chi pensa che si possa fare qualcosa per cambiare, in meglio, l'esistente? Forse, posto anche che l'uomo è egoista, rimane l'obiettivo di rendere le persone più felici, perchè questo rende più felice ognumo di noi.
Un intervento riporta la discussione sul tema della rappresentanza con una analisi del problema. La rappresenzanza è uno strumento attraverso cui creare una catena di decisioni. Di come i rappresentanti usino il potere che gli è stato conferito, in questa valutazione, non dovrebbe interessare. 
Il problema a cui ci si accingeva a rispondere è: questo sistema di rappresentanza è utile? E' un buono strumento? Va conservato o superato? 
In effetti, il dibattito sulla rappresentanza, spesso si limita a dei giudizi di valore sulla qualità dei rappresentanti, ma non mette in discussione l'istituzione della rappresentanza in sé. 
Anche se tutti i rappresentanti politici delle varie assemblee istituzionali fossero dei criminali, dei bugiardi, dei corrotti, degli incapaci, questo non dimostrerebbe che la rappresentanza politica non funziona, bensì soltanto che il popolo italiano sceglie dei rappresentanti di pessima qualità. Come si dice: "ognuno ha i governanti che si merita".
Il facilitatore chiude la sessione osservando che, seppure non si sia assolutamente riusciti a dare una definitiva risposta alla questione, l'esperimento è perfettamente riuscito in quanto ogni partecipante ha potuto vivere la difficoltà di praticare la democrazia partecipativa. Ognuno ha difeso le proprie idee contro le altre, spesso non rispettando i turni di parola, e, a differenza di quando si affrontano tematiche più "filosofiche", le teorie non si sono integrate bensì sono rimaste identiche, le une contro le altre.  Posto che oggi noi avessimo dovuto decidere legislativamente "come superare la democrazia rappresentativa", bè dovremmo ammettere che non ci siamo riusciti. Se vogliamo una democrazia partecipativa, quindi più "diretta", dobbiamo imparare a risolvere queste questioni collettivamente arrivando a soluzioni condivise e non tra esperti, ma proprio tra noi che siamo una parte, e nemmeno troppo eterogenea della società italiana.


venerdì 10 maggio 2013

E’ il progetto che cambia il sistema - Il pensiero divergente.






























 



E’ il progetto che cambia il sistema, è il sistema che cambia il progetto.



E’ certo che le forze materiali siano ciò che interviene a modificare le relazioni finora costituite. In un qualsiasi sistema è l’errore, o l’errore intenzionato che non è errore, che rappresenta la libertà di cambiare progetto.  Eliminare l'errore significherebbe eliminare la possibilità del cambiamento, dell'evoluzione. Per questo, in poche parole, esiste il cancro. Il male, si diceva una volta.


Nel momento in cui un dato sistema è stato configurato in un certo modo, per complesso che sia, quella modalità, quel progetto, quelle procedure interconnesse, inevitabilmente vanno ad attuarsi. Se si tratta di una procedura di accumulazione, questa accumulazione si attuerà regolarmente come i sali che si cristallizzano sul fondo del recipiente in cui la soluzione ha raggiunto la sua temperatura di saturazione.
Velocizzare questo processo è l’unica possibilità di vedene il risultato, visti i tempi biologici di un sistema, formato da generazioni di individui.


E' come una freccia scagliata da un arco in quel preciso istante, il suo destino è segnato, colpirà il bersaglio oppure no. L'unica possibilità di cambiare questo esito è lanciare un'altra freccia. A meno che, ci sia una deviazione improvvisa, qualcosa che non era stato considerato  prima, perchè impossibile da prevedere.
Ma l’attenzione può spostarsi su di un altro aspetto.
Ottenere il sale, o fare centro, non era il nostro fine. Era un esperimento. Solo una delle molte verifiche che si effettuano.
Mentre le verifiche vengono portate a termine bisogna pensare a quale sarà il prossimo esperimento. Cosa si stava cercando? Qual'è il nostro ruolo nell'esperimento? In cosa il progetto va cambiato? C’è veramente troppo dolore al mondo, o ce n’è nella giusta misura, o addirittura ce n’è troppo poco. Oppure è solo maldistribuito.


L'esperimento è fallito. Oppure è perfettamente riuscito. Il prossimo passo è sicuramente una modificazione del sistema dell'esperimento, o per renderlo efficace, o perchè ha esaurito la sua efficacia.  Ogni parte ed esito del sistema precedente è utilizzato dal successivo, purchè trasferisca le sue relazioni e si adatti, oppure verrà riciclato comunque in modo utile partendo dai suoi componenti, che possono essere ad esempio le proteine, o addirittura l'azoto.   E' la dura legge della dialettica: la realtà è in movimento. 


Qual è la parte del sistema che progetta la sua prossima forma? L’errore oppure l’orlo del caos. I mutamenti non appaiono per scelta bensì per mutazione o aggregazione. Il prodotto delle innumerevoli piccole forze che agiscono è imprevedibile. Della totalità di mutazioni e aggregazioni avvenute, solo la infinitesima parte sopravvivono in questo momento. E non le più "forti", bensì le più adatte all'ambiente in cui si inseriscono. Possono essere anche forme di vita debolissime, basta che non abbiano alcun antagonista e conquisteranno ogni nicchia del globo.


Ci possono essere, però, delle condizioni in cui aumentano le probabilità favorevoli, in cui il cambiamento avviene. Queste condizioni non possono essere generate ma possono essere assecondate. Si tratta di sviluppare dei casi limite all'interno di un sistema di incontrollabile complessità. L'orlo del caos si chiama.

Ci sono aspetti, del nostro sistema attuale, che sono utili a riprogettare il cambiamento e l'evoluzione ma non hanno nulla a che vedere con la programmazione, cioè con la gestione statistico matematica delle previsioni economiche. Non bisogna confondere il fine con il mezzo. Il denaro, così come il pane e qualsiasi altro bene economico, sono mezzi a disposizione di un fine.
Il fine può essere anche la sopravvivenza della specie umana, o di una specifica classe sociale, o di una nazione contro le altre, o di una religione... Più il punto di vista si allarga, andando a comprendere l'universo, o gli universi, i milioni di anni e le ere geologiche, più il fine non può che spostarsi oltre "l'uomo", come psicologicamente abbiamo imparato a conoscerlo, per ricomprenderlo interamente come attore biologico, con un valore non meramente materialista. Nella bio-logia rientra il comportamento, il linguaggio, la "cultura" della forma di vita. 
La biologia non è "le analisi del sangue", è capire il sangue, in tutte le sue accezioni.

Quello che si chiamava progresso, e che è stato tradotto in una abbondanza di merci utili ma anche inutili, quando non dannose, è un processo biologico e culturale che porta ad affiancare la nuova forma di vita alla vecchia. La vecchia forma di vita ce l'abbiamo sotto gli occhi. La nuova pure.



martedì 7 maggio 2013

Relazione Laboratorio Filosofia Orizzontale - 28 - 4 - 2013

Relazione attività filosofica 28 Aprile 2013-05-03

Dopo la lettura dell'inizio del capitolo " La perfezione imperfetta " tratto da: Paul Watzlawick , La realtà inventata. Contributi al costruttivismo, Feltrinelli, 2008, pp.149 - 151.



Domande Proposte:
- Come uscire dalla tenaglia degli opposti?
- Ma è possibile?
- Perché cercare di uscirne?
- La realtà esiste?
- Perché pensiamo per opposti?
- Ciò che non sono gli opposti, esiste? Ed è l’imperfezione?

Rilevata in alcune domande più condivise (le ultime) una certa completezza, si è scelto di rispondere alla domanda: 
Perché pensiamo per opposti? E quello che non è opposto (sta in mezzo, il grigio tra bianco e nero) è l’imperfezione?

Relazione sintetica:
- pensiamo per opposti per economia, per semplificare. Per cercare di conoscere, per spiegare in modo, sicuramente insufficiente ma rapido.
- Il regno dell’opposto e dell’assoluto è tipicamente la morale, che ha delle origine storicamente religiose. E’ il Dio, attraverso i suoi sacerdoti, che dice questo è buono e questo è sbagliato, specialmente un Dio monoteista.
- Perché gli opposti sono nella natura delle cose. Il pensiero semplicemente riflette l’opposizione che è nelle cose.
- Qual è il contrario della vita? Non è la morte. La morte è un confine, come la nascita di cui è l’opposto, la vita è ciò che sta in mezzo.
- Per cercare di conoscere bisogna uscire dagli opposti e guardare dall’esterno, valutare senza essere coinvolti. Ma, si oppone , non da tutti gli opposti ci si può estraniare, solo da quelli che non ci interessano.
- Riguardo la seconda parte della domanda la risposta è certamente no. Proprio ciò che sta in mezzo, che è come la vita, intesa come somma infinita di tutti gli elementi viventi, rappresenta la perfezione. Ogni elemento è in parte morto, è mortale, è debole, vecchio, malato, è diversamente imperfetto ma l’insieme è perfetto, nel significato che non ha senso giudicare che potrebbe essere migliore. Come la somma delle nostre individualità nella comunità di ricerca non conducono ad una sola, unanime, verità, ma compongono una verità molteplice che contiene al suo interno la differenza, l’incoerenza, e pertanto ha un grado di “perfezione” più elevato del pensiero univoco. Forse anche in questo senso l’autore ha usato il titolo del capitolo “la perfezione imperfetta”. Questo pensiero ha una fortissima carica anti idealistica e porta a riflettere sul ruolo primario che il pensiero idealistico ha nel valutare noi stessi in base ad assoluti e a renderci quindi inadeguati e infelici. Il facilitatore suggerisce che è per questo motivo che ha scelto il brano da leggere.


sabato 20 aprile 2013

Netlabel romane e italiane - distribuzione di musica in MP3 scaricabile legalmente e gratis.

Segnalo e consiglio di visitare i siti di queste netlabel ( distribuzioni musicali in rete ) che contribuiscono a questo modo orizzontale e diffuso di produrre e diffondere gratuitamente produzioni musicali, sempre più spesso utilizzando le licenze Creative Commons . I generi più diffusi sono tutte le varie articolazioni della musica elettronica ma anche la musica più "tradizionale " trova il suo spazio e a volte accompagna anche produzioni su CD e Vinile.
Ovviamente la qualità non è affatto garantita dalla assoluta libertà di espressione ma quello che non piace a qualcuno può tranquillamente aspettare  chi invece apprezza quel tipo di suono, si tratta di curiosare, provare, scoprire, spulciare tra i milioni di bit quelli che fanno al caso nostro. La netlabel seleziona gli artisti e le produzioni secondo suoi criteri e ci aiuta a districarci nella fitta giungla delle edizioni digitali. Ogni netlabel ha il suo carattere e i suoi selezionatori di musica così come i suoi produttori di riferimento.
Dai siti si scaricano gratuitamente le produzioni in MP3 o Wav, anche in archivi .zip con album completi e copertine per farne CD o musicassette.



lista completa netlabel dal sito  Netlabel Italia

4Weed
51beats
Acustronica
Airbagpromo Records
AlchEmistica
Anomalo Records
Aquietbump
Audio Resistance
Bad Panda Records
Barbie-Noja Records
Batenim Netlabel (Palermo)
Benekkea
Blood. Red . Box . netlabel
Brainstorm Lab
Break Your Neck Records
Brusio Netlabel
Champagne Records
Chew-Z netlabel
Chlorine Records 
Coucou Netlabel
Deepindub Netlabel
Deep Lake Records (Bergamo)
Diavoletto Netlabel
DNA Collective
DubCombe Records
Electronic Girls
Eos Rec
Ephedrina NetLabeL (Roma)
Fallo Dischi (Napoli)
Flegrea Massive Dub HiFi
Fresh yO!
Frohike Records
Galaverna
Gatti Rossi Che Cadono
Homework Records Netlabel
Inglorious Ocean
Inv3rno Netlabel 2.1
IrieOnAir
Jonic Noise Netlabel
Kill Mommy Records 
Kooperative Recording 
La Bèl Netlabel (Roma/Biella)
Ladder Underground Records (Pisa)
Laverna Netlabel
Lepers Productions
Lo-fi Project Net Label
Lophophora Williams Recordings
Many Feet Under
Marsiglia Records
MAV [0kbps] Records 
MicinoRecords
MicroLabel
Midnight Side (Genova)
Mime Netlabel
Muertepop
Nodezero
Noisybeat [net]label
Nostress Netlabel (Palermo)
Ogredung
On2Sides (Cagliari)
Onirica Dischi
Ozky e-sound NetLabel
Parafonica Netlabel
Paragrafo Records
Pitjamajusto Netlabel
Quantum Bit Netlabel
Radical Matters
Ruzzi
Scarph Rec.
Second Family Records Netlabel
Selva elettrica
SfintRecords Netlabel (Trieste)
Shiny Haze Records
Signorafranca Netlabel
Sinewaves
Snowy Peach
Soluxion Records (Bologna)
Sostanze Records (Roma)
Spettro Records
Starquake Records
Stato Elettrico (Roma)
Stop Records
Strambelly Net Label
Strato Dischi Notlabel (Roma)
Sub Terra
SUM Project
Suonofantasma Netlabel
Teque-nique (Milano)
Theft Records
Tiny Voices Netlabel
Trovarobato Netlabel
Type Connection Netlabel (La Spezia)
Upitup Records
Vittek Records
ViVeriVive
Vuoto
Yo!Netlabel
Zymogen .net label