domenica 6 luglio 2014

Assemblea pubblica-Laboratorio sulla cultura indipendente. LOA Acrobax 28-06-2014

Assemblea pubblica-Laboratorio sulla cultura indipendente. 
Breve resoconto.
eravamo una diecina provenienti dall'ambito della produzione musicale e teatrale. Dopo rapida lettura del documento (qui sulla pagina dell'evento) elaborato dal Volturno Occupato sono iniziate le proposte di domanda:
- Come facciamo a fare cultura indipendente?
- Perchè in Italia non si può fare della propria passione un mestiere?
- Quale metodo possiamo usare per creare un'alternativa?
- Conosciamo dei buoni esempi di cultura indipendente?
si è scelto concordemente di rispondere alla prima domanda che più o meno comprendeva anche tutti gli altri aspetti.
Quindi: Come facciamo a fare cultura indipendente?

-Una facile risposta è stata: la facciamo già, lo stiamo facendo.
-La questione si è spostata quindi sul farlo con un minimo di "dignità", non nei ritagli dai vari lavori precari e sottopagati, senza possibilità di reddito, senza diritto a ammortizzatori sociali...
-Una proposta condivisa è stata quella di fare rete con un tema politico ben definito, usando le già presenti reti di autorganizzazione sociale e mettendole in contatto.
- Un altro tema centrale è risultato l'accesso alla cultura, quindi ad una formazione artistica, accessibile anche alle classi meno abbienti. Quindi attenzione alla scuola pubblica e formazione specifica, spazi dove sperimentare, imparare, provare, proporsi.
- Altro tema è risultata l'organicità o meno ad un sistema economico o politico (ma per chi abbia cognizioni di marxismo la differenza è poca), quindi la partecipazione a circuiti commerciali o bandi e manifestazioni pubbliche. Essere indipendenti, in senso stretto è restare fuori da qualsiasi dipendenza ma è possibile e auspicabile?
-Qualcuno ha obiettato che, fare della propria passione un mestiere significa per necessità sottometterla alla legge della domanda e dell'offerta. L'unica possibilità di svincolarsi è quella di procurarsi il reddito mediante altri settori lavorativi e promuovere cultura indipendente senza aspettarsi un ritorno economico. Come nell'ambito della musica popolare tradizionale, in cui non c'erano "professionisti". Diventa centrale quindi la liberazione del tempo dal lavoro, quindi l'abbassamento del carico di ore lavorative giornaliere, gli ammortizzatori sociali e il sostegno al reddito per precari e disoccupati.
Sottrarre tempo al lavoro significa anche avere più tempo per fruire di prodotti culturali non massificati e standardizzati (TV-cinema-videogiochi-musica pop...)quindi allargare l'ambito del pubblico.
- Un suggerimento a fare le battaglie PER e non CONTRO... a questa serata: diciamo PER LA LENTEZZA perchè non abbiamo bisogno di andare più veloci, ci stanno togliendo le ore del sonno, è dimostrato che si dorme molto meno, e questo anche i bambini, gli adolescenti..con ricadute sull'apprendimento. Stanno studiando il modo per farci dormire di meno, non per farci lavorare di meno.
- Si è fatto l'esempio della partita di calcetto: quante enrgie ci vogliono per organizzare una sera in cui 10 persone riescono a incontrarsi per una partitella tra amici... ognuno c'ha i cazzi suoi....ognuno c'ha i suoi impegni... e questo per trovare 2 ore in una settimana.
- Un possibile esito di questo lavoro a rete può essere quello praticato da comunità molto settoriali, usando bene il web, che riuniscono persone distanti ma da una forte identità comune e che si sostentano con scambi continui di eventi e produzioni.
- Altra indicazione molto condivisa è stata quella di andare incontro al pubblico, sia andandolo a incontrare nei luoghi in cui si trova, sia producendo contenuti fruibili e apprezzati il cui valore possa essere rilevato come contenuto, qualità e gusto.

Più o meno questo è quello che ricordo, se avete aggiunte o commenti intervenite..

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