domenica 19 maggio 2019

Progetto per un aggregatore politico federato. L'Ecosistema di Organizzazioni.

Alcuni punti da cui partire.

Molta della costruzione del consenso e della comunicazione politica si svolge sui social network, secondo le regole incorporate nella struttura di questi software proprietari: sponsorizzazione, bolle, costruzione dell'identità e dell'odio, narcisismo e conformismo, estrazione dei dati, opacità degli algoritmi.
Il protagonismo, anche spesso solo rappresentato, degli attivisti sui social network è diventata una prassi di diffusione dei messaggi politici e un elemento importante dei contenuti, nella forma dell'identificazione che spesso alimenta narrazioni identitarie e discorsi di odio. Questi spazi sono per definizione una vetrina per vendere e per vendersi, ma sono molto poco adatti ad una reale discussione. L'introito pubblicitario di Facebook (e Instagram) nel primo trimestre del 2019 è stato di 16 mld di dollari. Gli utenti attivi sono stati nel 2018 ben 2,23 Mld con un valore medio di ogni utente che si aggira quindi sui 6 dollari annui. Ovviamente un utente di Facebook che spende vale molto di più di 6 dollari all'anno, quelli che spendono poco o addirittura fanno politica, invece, hanno più valore per la controllabilità sociale e le informazioni che possono fornire a polizia e servizi segreti. 
Tutti gli utenti, grazie al fatto che la maggior parte dei contenuti e dei dati in Facebook è pubblica (spesso per impostazioni scelte dall'utente, che a volte non sa neppure di poterle scegliere), come i like, commenti, età, sesso, professione, titolo di studio, luogo di residenza, relazioni (tag nelle foto), immagini, luoghi visitati, forniscono gratuitamente il materiale grezzo alle aziende che operano analisi dei dati e progetti di machine learning.


Grafico: ricavi pubblicitari facebook per trimestre periodo 2 anni. 2017-18
 

Riferendoci solo alla sitazione dell'Italia, il tempo trascorso sui social network è moltissimo. Per i 35 milioni di Italiani (il 59% della popolazione) che usano i social abitualmente, il tempo è mediamente di 1 ora e 51 minuti al giorno. Fonte.
L'analisi delle interazioni sui social network (big data) forniscono i feedback ai comunicatori che ne hanno accesso, per la costruzione della narrazione argomentativa personalizzata, (il marketing su pubblico profilato) che risulta viziata dalla semplificazione dell'analisi numerica. Infatti ciò che muove di più le emozioni (quindi i like, i commenti, le condivisioni..) non è detto che sia un progetto politico coerente e auspicabile o un messaggio corretto e solidale. Molto spesso è merda selezionata fra la peggiore. La “tempesta di merda” che fa camminare l'infosfera ipersatura, come l'ha definita felicemente il filosofo Bjung Chul Han nel suo Nello sciame. In molti hanno definito questa modalità di comunicazione come il tramonto dell'illuminismo. Il messaggio comunicato (come in tutta la pubblicità) non tende a convincere la mente razionale, infatti non c'è argomentazione, ma a coinvolgere le emozioni inconsce puntando su un substrato di credenze autoevidenti o di simboli ancestrali (sesso , morte, paure, tradizione, religioni, pregiudizi, bellezza..). La politica attraverso l'estetica, una modalità che ha sempre caratterizzato le destre estreme (con qualche simpatia a sinistra, certamente. 

Di cosa abbiamo bisogno. 

In un libro molto stimolante come Inventare il futuro, di Srnicek e Williams, viene descritto il concetto di «ecosistema di organizzazioni» per definire il soggetto della trasformazione sociale da loro, come da molti, atteso. Superando l'idea che la trasformazione sociale possa essere innescata da una sola organizzazione (il partito novecentesco o il sindacato, come più recenti movimenti di democrazia diretta, tutti bollati come folk politics, metanarrazioni scadute, o ideologie), gli autori ipotizzano che si possa formare una aggregazione plurale e non organica dei molteplici soggetti del cambiamento.
Ma dove può avvenire questo incontro?
A mio parere questa aggregazione può mutuare la sua possibile forma dal mercato digitale data-driven, la forma più avanzata della riproduzione sociale e della produzione del valore.
Per mercato digitale intendo tutte quelle infrastrutture informatiche, che mettono in contatto domanda e offerta, attraverso algoritmi di matching guidati dall'analisi dei comportamenti degli utenti (Facebook, Amazon, Google, Ebay, Youtube e migliaia di minori come Uber, Blabla Car, AirBnB, Twitter, Tripadvisor, Expedia, Booking...).
Trattandosi di politica, cioè di relazioni sociali, questo aggregatore politico assumerebbe la forma di un social network, mettendo le organizzazioni politiche in “concorrenza” fra di loro, unendo le “nicchie” ecologiche in una molto più ampia, con effetto di rete. Ma questo ecosistema di organizzazioni, per la trasformazione sociale verso il superamento comunitario dei rapporti sociali di sfruttamento capitalisti e post-capitalisti, non può formarsi e svilupparsi se chi gestisce quelle piattaforme prende parte al gioco dalla parte opposta. Essendo aziende quotate in borsa, che vivono di profitti, sostengono chi le paga e i governi che possono garantirgli privilegi fiscali e normativi. Non si può fare la rivoluzione con Facebook come non si può superare la mercificazione della nostra vita come clienti di un supermercato, anzi, come prodotti di un supermercato. 
Facebook, con l'acquisizione di WhatsApp e Instagram, ha assunto una posizione dominante difficilmente scalzabile che rappresenta la forma della riproduzione sociale attualmente più avanzata, in grado di trasformare e uniformare le strutture stesse del pensiero, dopo aver già stravolto le leggi del mercato.
Abbiamo quindi bisogno di un social network per la politica, separato dal mercato, in cui le regole le faccia chi ci entra, negoziandole in modo politico, perchè ha contribuito alla costruzione di quello spazio. Insomma la proprietà di questo spazio, anzi di questi spazi, deve essere comune e distribuita e siccome hanno un costo, questo costo deve essere sostenuto da tutti coloro che ne sentono il bisogno e vi partecipano.


L'ecosistema umano.

La politica nasce nelle piazze come il mercato e similmente si sviluppa. Si dice che la democrazia sia nata nella grecia classica proprio perchè i Greci erano mercanti, aperti alle differenze e abituati a contrattare. 
Ma il mercato e l'assemblea, anche sulla stessa piazza, si svolgono in orari e con modalità e regole differenti.
La democrazia è la forma politica basata sui patti fra sogetti liberi, nell'antica grecia come nella modernità borghese.
Anche, e forse soprattutto, a causa della innovazione tecnologica e delle trasformazioni sociali e antropologiche ad essa connesse, questa modernità sta tramontando introducendo quella che è stata definita da J.F.Lyotard la postmodernità. Alla società del valore si sostituisce gradualmente la società dell'informazione. 
Non possiamo oggi sapere se questa evoluzione porterà ad una concentrazione del potere e del controllo, reso possibile dalle nuove tecnologie, oppure se queste stesse tecnologie potranno essere lo strumento della diffusione del potere verso la base della piramide sociale. Questo dipenderà dalle forze della trasformazione sociale e dall'ambiente in cui queste si svilupperanno.
Il progetto, che assieme ad altri vorrei realizzare è costruire un ambiente in cui le forze sociali più progressiste, quindi orientate ad una maggiore diffusione del potere, possano svilupparsi, evolversi e affermarsi.
Una nuova forma di corpo intermedio che, in modo inclusivo, possa anche comprendere quelli già presenti, nella formula dell'ecosistema di organizzazioni.
Quello che si vuole costruire non è uno dei soggetti che si incontrano sulla piazza, geografica o telematica, ma la piazza stessa, con le sue caratteristiche di sicurezza e accoglienza molteplice. E non una sola ma molte in comunicazione fra loro. 

Nella prima parte di questo articolo avevo illustrato come quell' ”ecosistema di organizzazioni” potrebbe a mio parere prendere la forma di un social network open source federato ( FOSS ) che sappia integrare specifiche funzioni adatte al dibattito politico.

I social network federati e open source.

Perchè un ecosistema (ambiente) possa essere popolato deve avere delle caratteristiche che lo rendono attraente.
Queste caratteristiche devono rispettare la cultura egemonica storicamente determinata, devono quindi riflettere le aspettative già soddisfatte dagli ambienti esistenti, superandone alcuni limiti oppure offrendo ulteriori possibilità. Gli attuali social network open source e federati sono spesso riservati a comunità di hackers, alt-right, sex workers, gamers, LGTQB, BDSM, Manga fetish, che comunicano in modo criptico, rigorosamente anonimo, informazioni pratiche, emozioni private o disagio vario in una comunità separata.
La comunità di Diaspora, nata circa dieci anni fà e purtroppo in grave crisi, è quella più generalista, che mirava proprio a offrire un social simile a Facebook, ma libero e decentrato. 
Un software meno diffuso ma in crescita, per le sue caratteristiche di federabilità tra i vari protocolli e per l'interfaccia grafica evoluta, non troppo distante dallo standard di Facebook, è Friendica. Per questo ci stiamo orientando verso questo software, che permette di interagire con i principali social network distribuiti operanti, per poi evolvere magari verso lo sviluppo di un software specifico. 
Un progetto molto interessante è quello dell'associazione Feneas che unisce i vari nodi dei software federati con l'obiettivo dell'interoperabilità, permettendo ai milioni di utenti dei vari social di comunicare e interagire fra loro.

Segnerò con un asterisco “*” le caratteristiche già possedute da Friendica e con “+“ quelle invece da implementare.

Le caratteristiche di affinità ai social network commerciali.

Il modello è la piazza, tutto quello che un tempo si svolgeva in piazza e che oggi si svolge sulle piazze virtuali.

-L'accesso deve essere gratuito e libero, privato e, volendo, anonimo. *

-Il narcisismo, l'aspetto agonistico e «social». Sulla piazza si va per pavoneggiarsi, per sedurre, per coltivare relazioni, il cui scopo può essere il più antico del mondo (accoppiarsi), materiale come lavorare o i più vari e astratti. Quello che a noi intereressa è l'aspetto politico ma gli altri aspetti non possono essere eliminati. *

- Curiosità. Deve poter mostrare gallerie di foto e i contenuti prodotti dall'utente che costruiscono la sua «fama». *

-La molteplicità. Non vi devono essere elementi di filtro identitari. Sulla piazza si va ad incontrare «anche» i differenti fra i simili. Non deve essere una piazza privata o troppo caratterizzata. Certo può avere un carattere, lo scopo per cui esiste è diffondere la partecipazione, ma deve tutelare le minoranze e il dissenso: chi vuole solo divertirsi, chi non vuole prendere posizione. *

-Socialità. Permettere la formazione spontanea di gruppi, di scopo o semplicemente di opinione. * Attribuzione delle funzioni di amministrazione dei gruppi in modo partecipativo (punteggio, sorteggio, rotazione, votazione). +

- Comunicazione. Funzione messenger. Strumento di chat criptate anche per gruppi, scambio files, chiamate vocali e video anche di gruppo. Possibilità di associare le chat ai gruppi social. +

Le caratteristiche di discontinuità con i social network comerciali.

Questi aspetti possono essere fondamentalmente ridotti a due, la proprietà (il potere) e il governo (la decisionalità). Proprietà comune e partecipazione alla decisionalità (accesso alle informazioni, ai dati elaborati, alle decisioni, alla conoscenza e al valore prodotto) da parte degli «utenti».

-Sviluppo come protocollo federato, su software libero e licenza GNU o similare. I server (chiamati istanze o POD o semi), possono essere mantenuti da soggetti giuridici differenti: enti pubblici, associazioni, collettivi, privati. *

-Può accogliere anche le strutture organizzate con pagine istituzionali ma non deve dare a queste un eccessivo vantaggio strategico. *

-Impossibilità di sponsorizzare contenuti. *

-Consenso informato sull'uso dei dati e sul funzionamento degli algoritmi. *

-Consultabilità e spiegazione degli algoritmi usati, con possibilità di scelta (preferenze dell'utente). +

-Aspetti di gamification con valore sociale. Valutazioni da parte degli utenti con cui si interagisce-collabora che guidino gli algoritmi di matching. +

-Implementazione di strumenti decisionali (sondaggi, LQFB) associati ai gruppi di scopo o di interesse. +

-Implementazione di strumenti di market (shop personale o dei gruppi, a pagamento) +

-Proprietà comune dei Big Data prodotti e consultabilità (anonima) aperta. +

-Possibilità di importare i contenuti da altri profili social facilitando la migrazione (es.Facebook, Instagram) +

La funzione di aggregatore.

A mio parere il software potrebbe fornire vari indici per ogni aderente (pubblici se l'utente lo desidera). Uno è il posizionamento su un grafico bidimensionale Destra-sinistra / autoritaria-libertaria tipico dei sondaggi politici, in base alle scelte dell'utente più che alle sue dichiarazioni. +

Potrebbe raccogliere inoltre, tramite frequenti e brevi sondaggi, come attraverso l'analisi dei comportamenti, le preferenze dell'utente su varie tematiche politiche, civili, ambientali con lo scopo di suggerire amicizie, collaborazioni e gruppi che concordano con queste preferenze. +

La possibilità di ricercare attraverso opzioni (tipo e-bay) amicizie o gruppi (lontananza, età, campi di interesse, competenze, disponibilità). *

-L'adesione a gruppi, come alle istanze, potrebbe configurarsi da una semplice gruppo di affinità alla costituzione di una associazione, partito o sindacato con statuto proprio.

-Come servizio di base dovrebbe comprendere automaticamente un blog,* una chat con tutti gli appartenenti al gruppo + e la possibilità di fare votazioni o sondaggi con tutti gli appartenenti al gruppo. +

-Possibilità di richiedere il pagamento di una quota per l'iscrizione a dei gruppi che offrono determinati servizi. (Server e Data Base proprio, software decisionale Liquid Feedback articolato in sezioni, sedi fisiche, attività connesse allo scopo del gruppo come beneficenza, servizi mutualistici, servizi di comunicazione, riviste...). +

-Possibilità per associazioni di agire e affiliare persone attraverso l'iscrizione ad un gruppo pagando una tariffa (tesseramento, iscrizione, sostegno economico all'associazione) accettando un protocollo di trasparenza. +

-Il software dovrebbe giornalmente proporre i contenuti, i gruppi e le iniziative più adatti al profilo utente usando algoritmi di matching personalizzabili dall'utente (con opzioni). +

Lo scopo è far incontrare domanda politica con offerta politica. Opportunità di partecipazione con bisogno di partecipazione. Persone fra loro. Gruppi fra loro. Idee con consenso e energie per attuarle.

Per iniziare, il piccolo gruppo che si è formato ha deciso di aprire una istanza in lingua italiana di Friendica che speriamo a breve potrà essere attiva, a disposizione di tutti gli attivisti ma anche di tutti coloro che volessero avvicinarsi ai social network open source, autogestiti e federati. L'obiettivo è sviluppare, partendo da questo software, scritto in PhP, un linguaggio molto diffuso, quelle funzionalità utili a farne l'aggregatore politico di cui abbiamo bisogno, l'ecosistema di organizzazioni. 


Di: M. Minetti.


1 commento:

Dome ha detto...

Matteo, grazie. Stupendo, eccellente, necessario. Spero possa essere effettivo al più presto. Spero poter venire a Roma.
Dome